Datazione (rilevata):
5 Novembre 1308
01. Atto
Datazione (rilevata):
5 Novembre 1308
Persone:
rogante: Andrea di Como Galvani di Lucca, notaio (signum: 1)
Regesto:
Andrea Comi Galvani di Lucca notaio Coscio quondam Ranuccii Venture mercatore lucchese e Michele notaio figlio di Giovanni quondam Salvestri Sartorii della contrada del Borgo di S. Frediano, per sè e per detto Giovanni suo padre, promettono a Lando Forteguerre notaio e pure mercatore di pagargli da qui a tre mesi £ 300 di buoni denari lucchesi a buona moneta mercantile, per prezzo di pezzi 60 di sendadi terzaruoli leggieri bianchi, comprati da esso Lando. Act. Luce. Dopo ciò l'anno 1309 il 24 Dicembre il detto notaio cassò detta carta con licenza e parabola del detto Lando, il quale si chiamò contento e pagato dal soprascritto credito in tutto dal detto Coscio dante e pagante per sè e per detti concreditori, dei suoi proprii denari.
Segue un atto del detto notaio rogato nel giorno 5 Novembre 1308 col quale il detto Michele per se e per suo padre confessa al detto Coscio che la suddetta obbligazione di £ 300 di detta moneta fatta oggi al detto Lando fu fatta solo a loro utilità o a loro preghiera e quindi promette che pagheranno essi i detti denari.
Segue altro atto del 29 Agosto 1326 Actum Luce nella casa del detto Coscio, nella quale egli giaceva infermo, col quale il detto Coscio confessa al detto Michele ricevente per sè e per detto suo padre di esser stato pagato da loro delle dette £ 300 di denari lucchesi, da lui pagate per essi al detto Lando, e volendo serbare la buona fede restituisce al detto Michele un insoluto, che ottenne dalla curia di Bornio dei Salmaretanis olim POtestà di Lucca contro di loro, di un pezzo di terra con edificio di casa o case, con corte terreno e pergole e altri sopra di sè, posta in contrada del Borgo di S. Frediano, per detta somma di £ 300 e per le spese del detto insoluto.
Aggiornamenti:
1999-05-13, Contessa
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