Datazione (rilevata):
17 Gennaio 1073
01. Atto
Datazione (rilevata):
17 Gennaio 1073
Persone:
rogante: (signum: 1)
traente: (signum: 2)
Regesto:
Gerardo Noaro Sentenza resa in Pisa nel palazzo Reale da Beatrice Duchessa insieme con Gottefredo Duca e marchese incaricato di udire e definire le cause, e sedenti con loro, Ugo Visconte Pisano, Guido Vescovo Pisano, Rainerio Vescovo Fiorentino, Frederigo Conte nepote di essa Beatrice, Ermanno Vescovo di Volterra, e Uberto, Gerardo, Ugo, Teoderigo, Senioretto, Giovanni, Lamberti, ed altro Ugo, Guilielmo ed altro Ugo giudici; Adogherio, Sigismundo, Leone Causidci, Teodicio Conte fu Teodicio, Gualfredo Conte fu Ardingo, Ildebrando fu Guidone, Ubaldo fu Sigefredo, Pagano fu Rolando, Gualando e Bernardo germani fu Sigherio, Lamberto fu Rolando, Lamberto fu Specioso NOtari; Emmo fu Martino, Guilielmo e Pandolfo germanif u Guidone, Rustico fu Benedetto, Gualfredo fu Gerardo ed altri; presente Bernardo ab.
del monastero di San Ponziano di Lucca con Guidone notaio Avvocato di detto monastero. Rudulfo Saracino e Fulcardo germani per fustem quam in suorum detinebant manibua replutaverunt /rilasciarono/ al predetto Brenardo ab. ed a Guidone Avv. la corte chiamata Faognana detta Motardinga con tutte le case caseine corti orti ad altre pertinenze di detta corte. E fatta la suddetta reflutazio / abbandono/ il predetto Bernardo ab. e Guidone Avv. reclamarono come di assoluta pertinenza, e di più chiesero che essi Rodulfo, Saracino e Fulcardo germani dichiarassero esser la detta corte propria. Al seguito di che detti germani promisero di non molestare ne' mettere in questione al monastero la proprietà di detta Corte sotto la pena per il che Bernardo Ab. e Guido notaio e Avv. fecero ai medesimo il Launechild merito d'un anello d'ero, e quindi chiesere alla prenominata Beatrice Marchesa e a Gottifredo Duca e Marchese che mettessero sopra di essi e sopra le suddette cose il bando Reale di libbre cento d'oro. E perciò la detta Beatrice e Gottifredo per fustem quam in suorum detinebant manibus messero il suddetto bando reale, affinchè nessuno potesse spogliare il predetto monastero senza legale giudizio.
/Seguono le firme/ Questa carta vedesi riportata dal Fiorentini nelle memorie della Contessa Matilde fra i Documenti Pag. 54
Aggiornamenti:
1900-01-01, Contessa
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