Datazione (rilevata):
21 Marzo 1299
01. Atto
Datazione (rilevata):
21 Marzo 1299
Persone:
rogante: Giovanni di Filippo Spiafame, notaio (signum: 1)
Regesto:
Giovanni Filippi Spiafamis notaio.
Bartolomeo quondam Uberti Ronghii cittadino lucchese, Sigherio chiamato Guccio suo nepote, filgio quondam Guiniscii, già figlio del detto Bartolomeo, e lo stesso Bartolomeo anche come procuratore di Vanne ovvero Giovanni suo figlio, vendono a Don Ugolino Priore della Chiesa dei SS. Giovanni e Reparata di Lucca, che compra per detta Chiesa con consenso e volontà del suo Capitolo, un reddito annuo perpetuo di staia 26 di grano Cicilliano misurato con retto staio venditorio lucchese, che fa al detto Bartolomeo al suo nipote ed al iglio, Lupardo, Dato e Andrea figli del quondam Bonaccursi dati di Tassignano del Piviere di S. Paolo; e la terra dalla quale si fa il detto reddito, che è un campo con alberi e viti posto nei confini di Tassignano luogo detto "al Piano", per il prezzo di £. 195 di denari lucchesi a buona moneta, che i venditori ricevono in tanti denari grossi di oro e di argento.
"Actum Luce in claustro" di dett Chiesa.
Puccio quondamBonaiuti Parronthecte, Aldobrando chiamato Branduglio quondam Iacobi, Bartolomeo Pauli cittadini lucchesi, Ugolino Trimpella di Gattaiola ed altri, testimoni.
Seguono gli atti di consenso e riconoscimento di detta vendita dei venditori Dato Andrea ed Orsuccio figlio del detto Lupardo signum ora defunto; del detto Vanne; e di donna Aldebrandesca moglie ddel detto Vanne e figlia Cecii Dentis, e Donna Garduccia moglie del detto Sigherio e figlia quondam Domini Cacciacontis de Advocatis.
Aggiornamenti:
1900-01-01, Contessa
2006-12-31, Nelli Sandro
Immagini: