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09-12-1292 - S.GIOVANNI (pergamena)

Datazione (rilevata): 9 Dicembre 1292

Misure: 253 x 853 mm
Materiale: pergamena
Stato: integra
Stato di conservazione: buono
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 247

01. Atto

Datazione (rilevata): 9 Dicembre 1292

Carattere: pubblico
Traditio: originale
Topica: " Luce in curia in domo domini Rocchigiani Raynerii", presenti Lando giudice di Porcari e Cecio nunzio di detta Curia, Testimone / Lucca, nella casa di Rocchigiano di Rainerio

Persone:
rogante: Bartolomeo del fu Lupardo Paganelli, notaio della Curia dei Consoli Treguani (signum: 1)
testimone: l ponte di detta posterula
testimone: "via publica mediante"
testimone: la qual casa era stata già prima da esso giudice proibita. Fava Paganelli notaro
testimone: sindaco del Capitolo della chiesa dei Ss. Giovanni e Reparata
testimone: fa nuova e premurosa istanza ai Consoli della Curia dei Treguani
testimone: per ottenere la sopradetta licenza
testimone: cioè di fabbricare in quel luogo "de quo proibitionem fecerat dominus Arrigus Bernarducci iudex". La qual domanda fu letta "presentibus partibus
testimone: coram consulibus"
testimone: il lunedì 1ø dicembre sopradetto nelle ore della sera
testimone: alla presenza di Ubaldo Macacciori e Terello notaro,
testimone: agheria data da esso Fava "et aliis omnibus que videnda erant in Christi nomine pro ipso Capitolo et ipsi Capitolo" di edificare in quel luogo "secundum formam sue petitionis" e non ostante alcuna proibizione fatta da Arrigo ec.; "et sic dederunt et concesserunt Luce in domo domini Rocchigiani Raynerii et ipsis consulibus sedentibus ad banchum pro tribunali pro iure reddendo secundum formam costituti"
testimone: presenti Opitho Lanfredi e Iacobo e Guerruccio nunzii di detta curia,

Regesto:
Bartolomeo quondam "Lupardi Paganelli" notaio della Curia dé Consoli Treguani pubblica e conferma queste cose che ha fatto scrivere da un altro.
Arrigo "Bernarducci" giudice della Curia dé Treguani, è chiamato dai Consoli di detta curia, onde a quella si rechi nella sera del di 1° Dicembre per decidere se aa Fava "Paganelli" notaio Sindaco del Capitolo della Chiesa dei SS. Giovanni e Reparata sia concessa la licenza ch'egli chiede dai detti Consoli, per il detto Capitolo, cioè di edificare in un luogo che è fuori delle mura città e della posterula di S. Alesandro Minore o si S.
Martino presso il ponte di detta posterula, "via pubblica mediante", la qual casa era stata già prima da esso giudice proibita. Fava "Paganelli" notaio Sindaco del Capitolo della Chiesa dei SS. Giovanni e Reparata fa nuova e premurosa istanza ai Consoli della Curia de Treguani, per ottenere la sopradetta licenza, cioè di fabbricare in quel luogo "de quo proibitiorum fecerat dominus Arrigus Bernarducci judex". La qual domanda du letta "presentibus partibus, coram consulibus", il lunedì 1° Dicembre sopra detto nelle ore della sera, alla presenza di Ubaldo "Macacciori" e Terello notaio, testimone Il predetto Arrigo giudice chiede che gli si dia tempo a deliberare e i Consoli rispondono che prenda tempo sino alla sera del 3 Dicembre, Mercoledì prossimo.
Viene Fava all'ora stabilita e dice di voler dare mallevadori e far tuttociò che deve fare, "secundum formam veri capitoli" e.
Arrigo però non viene e resta contumace.
Ai 5 Dicembre vien Fava e presenta ai consoli i mallevadori infrascritti.
A nome del detto Fava Uberto "Cristofani" notaio e Betto quondam "domini Iacobi Castagnelle" si costituiscono pagatori "de homoliendo dicto opere inquantum apparuerit non juxte hedificatum", dichiarandosi dinanzi a Francesco "Rambocti" giudice e Giovanni del Tasso consoli della Curia dé Treguani.
"Actum Luce in curia in domo domini Rocchigiani Raynerii", presenti: Lando giudice di Porcari (?) e Cecio nunzio di detta Curia testimone A di 8 Dicembre fava notaio ripete la sopradetta domanda a Gualterotto canonico di S. Maria Forisportam, "pro domino episcopo et clero lucano" e a Francesco "Rambocti" e Giovanni del Tasso consoli Treguani, chiedono di potere edificare "secundum formam sue petitionis", nonostante la proibitione di Arrigo il quale non essendosi presentato era contumace.
Gualtrotto canonico e i predetti consoli della curia de Treguani vista questa petizione, la citazione fatta ad Arrigo e la sua contumacia, la pagheria data da esso Fava "et aliis omnibus que videnda erant n Christi nomine pro opso Capitolo et" et ipsi Capitolo di edificare in quel luogo "secundum formam sue petitionis" e non ostante alcuna proibizione fatta da Arrigo ec. ; "et Sic dederunt et concesserunt Luce in domo domini Rocchigiani Raynerii et ipsis consulibus sedentibus ad banchum pro tribunali pro iure reddendo secundum formam costituti", presenti; "Opitho Lanfredo" e Iacobo e Guerruccio "nunzii di detta curia", testimone


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