Datazione (rilevata):
5 Agosto 1277
01. Atto
Datazione (rilevata):
5 Agosto 1277
Persone:
rogante: Giglio di Castracane, notaio (signum: 1)
testimone: "Acta Luce"
testimone: Guglielmo quondam Normanni de Advocatis
testimone: Minello figlio Savari Ubaldi e Davino figlio domini Uberti Antelminelli
Regesto:
Giglio Castracani notaio Alidascio cittadino lucchese quondam Acceptantis conferma in ogni sua parte il proprio testamento, e lascia a fr. Vincenzo, suo fratello uterino l'annua rendita di staia 18 di biada acciocchè la dispensi per sollievo dell'anima sua e lega al monastero di S.
Pantaleone dell'ordine de' Cistercensi l'annua rendita di 9 staia di biada con obbligo d'impiegarne ogni anno 6 staia in pane per i poveri.
"Acta Luce". Guglielmo quondam Normanni de Advocatis, Minello figlio Savari Ubaldi e Davino figlio domini Uberti Antelminelli testimone Segue un altro codicillo dello stesso Alidoscio fatto il 20 novembre 1277 col quale porta a 10 staia di biada il legato al monastero di S. Pantaleone, che vuole però sia diviso a mezzo col convento di Fregionaia e mette a carico del fratello il pane da distribuirsi ai poveri.
Aggiornamenti:
1900-01-01, Contessa
2006-12-31, Nelli Sandro
Immagini: