Datazione (rilevata):
31 Maggio 1293
01. Atto
Datazione (rilevata):
31 Maggio 1293
Persone:
rogante: Fiorese
testimone: Ferruccio quondam Lanfranchini di Castillione de Garfagnana
testimone: Passano quondam Alberti de Massa Marchionis e Puccino figlio Lionis de Uthano
testimone: presenti: Gilio Castracanis notaio
testimone: Lippio Soffreduccii Diversi e Pino figlio domini Posarelli Ruberti e Alberto e Gilio della contrada di Santa Maria filiorum Corbi,
testimone: Azzone quondam Benis de Pistorio e Ciuccio prenominato Pistoia quondam [...]
Regesto:
Fiorese notaio (si rileva il suo nome dal corpo del contratto non potendosi leggere la sua firma essendo lacera la pergamena nella parte psteriore. ) Frate Ricco rettore dell'Opsedale e Magione di S. Jacopo d'Altopasso, col consenso dei suoi frati riconosce l'eredità di Bonifazio quondam Rabiti Liene pervenuta a questo Ospedale, e, fattone l'inventario, trova che essa consiste in due case poste nel castello di Fucecchio, e un podere in Montelloli, dove sono terre vignate, terre campie e prata et plura alia.
Actum in Altupassu; presenti Ferruccio quondam Lanfranchini di Castillione de Garfagnana, Passano quondam Alberti de Massa Marchionis e Puccino figlio Lionis de Uthano.
Post hec l'anno medesimo ai 25 di Giugno, in giorno di Giovedì avanti terza, Tuccio, Borredicti nunzio del Comune di Lucca riportò a me Fiorese notaio aver denunziato, da parte di detto frate Ricco, ed tutte le persone e luoghi che erano creditori o legatori di questa eredità di radunersi tutti nel predetto giorno sulla sera, nella chiesa di S. Giulia della città di Lucca alla conferma dell'inventario.
Seguono i nomi di tutte queste persone e luoghi.
Cao Jannetti banditore del comune di Lucca dichiara a Forese notaio nella stessa mattina di Giovedì di andare annunziando e pubblice preconizando per la città di Lucca ne' luoghi consueti che tutti i creditori e legatori alla predetta eredità dovessero ritroversi nella Chiesa di Santa Giulia nella sera di quel giorno per la conferma dell'inventario. Se un atto nel quale (il medesimo giorno in hora vesperarum et ante vespras et pulsatis vesperis) dichiara che tutti i creditori e legatori della eredità radunati nella chiesa di Santa Giulia hanno confermato il detto inventario, presenti: Gilio Castracanis notaio Lippio Soffreduccii diversi(?) e Pino figlio domini Posarelli Ruberti e Alberto e Gilii della contrada di Santa Maria filiorum Corbi, Testimoni.
Bartolomeo quondam Bonaccorsi Sandonis, uno de' creditori di quella vendita protesta per uno sbaglio che trovasi nell'inventario e propone una correzione del medesimo.
Post hec ai 27 di Giugno, in giorno di Sabato, frate rettore approva e ratifica tutte queste cose, presenti: Azzone quondam Benis de' Pistoria e Guiccio prenominato Pistoia quondam [. . . ]
Aggiornamenti:
1900-01-01, Contessa
2006-12-31, Nelli Sandro
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